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Falsi crediti bonus facciate. Sospese compensazioni per oltre mezzo milione di euro. Denunciate tre persone

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I finanzieri del Comando Provinciale di Lucca, nel corso di investigazioni di polizia economico – finanziarie concernenti, tra l’altro, il corretto utilizzo dei crediti fiscali relativi al c.d. “Bonus Facciate” (agevolazione fiscale correlata agli interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici, che consentiva il riconoscimento di un credito d’imposta pari al 90% dell’importo dei lavori realizzati), hanno segnalato e proposto all’Agenzia delle Entrate la sospensione delle deleghe di pagamento (modelli F24 per il pagamento di tributi e contributi), contenenti compensazioni con crediti d’imposta inesistenti per oltre mezzo milione di euro.

In particolare, l’attività trae origine da una verifica fiscale avviata dagli specialisti del locale Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria nei confronti di una società a responsabilità limitata, con sede nella provincia di Lucca, operante nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni edilizie, scaturita all’esito di un mirato focus su quei soggetti che presentavano elementi di rischiosità in relazione alla creazione e all’utilizzo indebito di crediti fiscali concessi (sia nel periodo “COVID-19” che dopo) per dare impulso a quei settori produttivi entrati in difficoltà per via della pandemia.

I successivi accertamenti eseguiti hanno confermato i sospetti di frode e, nello specifico, il coinvolgimento di tre soggetti in un contesto strutturato di illeciti, che ha visto come protagonista una società lucchese (che nel frattempo aveva trasferito solo “cartolarmente” la propria sede a Bologna), indiziata del reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Cosicché, informata, al riguardo, la Procura della Repubblica di Lucca, il pubblico ministero titolare del fascicolo processuale ha delegato, immediatamente, le Fiamme Gialle ad effettuare ulteriori approfondimenti, che hanno consentito di acclarare che la predetta società, nel mese di dicembre 2021, emetteva n. 23 fatture elettroniche (tutte datate 30/12) nei confronti di cessionari/committenti non titolari di partita I.V.A., a seguito delle quali, in ragione dell’opzione della cessione del credito prevista dal legislatore, maturava un credito per complessivi € 552.844,00.

Tuttavia, i riscontri effettuati hanno dimostrato l’inesistenza dei rapporti commerciali sottostanti le citate fatture, che sono stati, tra l’altro, disconosciuti sia dagli stessi proprietari degli immobili dove i lavori sarebbero stati eseguiti, che dall’amministratore del condominio ove gli appartamenti sono ubicati.

Conseguentemente, atteso che il falso credito artatamente creato non era stato ancora utilizzato né ulteriormente ceduto a terzi, previo nulla osta dell’A.G., è stata inoltrata apposita segnalazione alla competente Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate per la sospensione e il successivo “scarto” dei modelli F24 presentati eventualmente a compensazione dalla società in argomento, per un importo complessivamente pari al totale della suddetta agevolazione. Con ciò, “bloccando” il credito e il suo indebito utilizzo a salvaguardia delle risorse dell’erario.

Inoltre, nel corso della verifica sono state accertate numerose altre inadempienze in capo alla SRL, tra cui l’omessa presentazione delle dichiarazioni iva per gli anni 2019 e 2021, con un’evasione di imposta di oltre euro 1.800.000 e l’occultamento/distruzione delle scritture contabili.

Al termine delle complessive attività d’indagine, ai 3 legali rappresentanti che si sono succeduti negli anni nella gestione della stessa società (che nel frattempo è stata posta in liquidazione giudiziale a seguito di istanza presentata da uno dei tanti creditori), sono state contestate, complessivamente, le ipotesi di reato di truffa aggravata ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640bis c.p.), bancarotta fraudolenta (art. 322 e 329 del D. Lgs. 14/2019 - “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”), omessa presentazione della dichiarazione annuale e distruzione/occultamento delle scritture contabili (artt. 5 e 10 D. Lgs. 74/2000).

Il predetto servizio testimonia la costante e prioritaria attenzione della Guardia di Finanza nel settore della spesa pubblica e s’inserisce, in particolare, nelle attività di contrasto alle più articolate forme di frode ed ai fenomeni illeciti perpetrati a danno del bilancio dello Stato, al fine di garantire la corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche stanziate per sostenere le famiglie e le imprese oneste.





Questo è un articolo pubblicato il 23-11-2023 alle 11:25 sul giornale del 24 novembre 2023 - 18 letture






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