Contrasto al fenomeno delle ditte “apri e chiudi”. Chiesta la chiusura di numerose partite Iva di società fantasma

2' di lettura 09/09/2022 - I militari del Comando Provinciale di Lucca, negli ultimi mesi, hanno intensificato l’azione di prevenzione e contrasto dell’uso illecito di partite I.V.A. riconducibili a imprese fantasma, con l’esecuzione di un piano d’interventi che ha portato a richiedere agli Uffici dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competenti la chiusura di 10 soggetti giuridici risultati inattivi/inesistenti.

In particolare, l’attività preventiva di analisi e gli indici di rischio rilevati, unitamente ai riscontri svolti direttamente sul territorio che hanno comprovato la non operatività delle imprese monitorate, sono stati posti a base della richiesta di cessazione delle partite I.V.A., al fine di scongiurare il loro utilizzo per la commissione di illeciti di natura economico-finanziaria, quali l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, l’ottenimento e monetizzazione di crediti d’imposta non spettanti derivanti, ad esempio, dai cc.dd. “bonus facciate” e “super bonus 110%”, nonché per accedere fraudolentemente ai contributi statali corrisposti nell’ambito dell’emergenza “Covid – 19”.

In alcuni casi, gli elementi sono stati raccolti nel corso di investigazioni condotte dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lucca, che hanno consentito di accertare che, alcune di queste società (con sede però nelle province di Pisa, Prato e Firenze), che dichiaravano di operare nel campo della commercializzazione di pallet, di fatto erano state create “ad hoc” per essere utilizzate in un vorticoso giro di fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti, quantificato in oltre 10 milioni di euro, che ha visto coinvolta un’azienda della piana di Lucca.

Per gli altri soggetti economici, operanti in diversi settori merceologici (ristorazione con somministrazione, compravendita di beni immobili, riparazione e manutenzione navi commerciali, con sede a Lucca, Capannori e Camaiore), che avevano richiesto l’apertura di una nuova partita I.V.A., è stata invece rilevata, da sopralluoghi effettuati e da ulteriori accertamenti, l’inesistenza della sede operativa dichiarata e l’irreperibilità del legale rappresentante.

L’operazione, sviluppata facendo leva sulle peculiari funzioni di polizia economico-finanziaria, testimonia la costante azione della Guardia di Finanza finalizzata non solo alla repressione ma anche alla prevenzione dei fenomeni di “ditte apri e chiudi”, imprese - spesso intestate a “teste di legno” - il cui utilizzo è di sovente strumentale anche al riciclaggio e al trasferimento all’estero di proventi illeciti.






Questo è un articolo pubblicato il 09-09-2022 alle 11:18 sul giornale del 10 settembre 2022 - 138 letture

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